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Vorrei Veder Gesù!

Aggiornamento: 13 nov 2023


Cecità facciale


Un giorno di primavera del 1945, un ragazzo si svegliò in un ospedale militare. Era fortunato a essere vivo: gli avevano sparato proprio dietro l’orecchio, ma era stato operato e ora poteva camminare e parlare normalmente. Purtroppo, il proiettile aveva danneggiato la parte del cervello che riconosceva i volti. Ora guardava sua moglie senza riconoscerla affatto; non riusciva a riconoscere nemmeno la sua stessa madre. Anche il volto nello specchio gli era estraneo: non capiva se fosse di uomo o di donna. Era affetto da cecità facciale, una patologia che colpisce milioni di persone. Chi è affetto da cecità facciale grave cerca di riconoscere gli altri in base a regole memorizzate: riconoscere una figlia dal tipo di lentiggini o un’amica dal passo strascicato.


Crescere


Ecco un’altra storia, più vicina: spesso i nostri figli vedono la mamma come dispensatrice di regole. Decide lei quando si può giocare e quando andare a letto o, peggio, quando strappare le erbacce in giardino. La vedono come “Colei a cui si deve obbedire”. Solo anni dopo, quando anche loro diventano genitori cominciano a vederla come una persona reale.


Potremmo avere la cecità facciale


Vi racconto queste storie per fare una considerazione: sospetto che conosciate qualcuno (magari quel qualcuno siete voi) che soffre di una sorta di cecità facciale spirituale. Forse faticate a vedere Dio come un Padre amorevole. Magari guardate al cielo e non vedete il volto dell’amore e della misericordia, ma una miriade di regole tra le quali districarsi. Magari credete che Dio regni nei Suoi cieli, parli attraverso i Suoi profeti e ami vostra sorella, ma segretamente vi chiedete se ami voi.


Forse avete sentito la verga di ferro nella vostra mano, ma non avete ancora sentito l’amore del vostro Salvatore a cui essa conduce.

Sospetto che conosciate persone di questo tipo che pensano che la vita è seguire le regole ed essere all’altezza di standard astratti. Che cosa possiamo fare? La risposta, è sempre Gesù. Ed è un’ottima notizia.


Signore, vorremmo veder Gesù


In Giovanni c’è un breve versetto che mi piace tanto. Parla di un gruppo di forestieri che si recano da un discepolo con una richiesta importante. “Signore”, chiesero, “vorremmo veder Gesù”. È ciò che tutti noi desideriamo: vogliamo vedere Gesù per quello che è e sentire il Suo amore. Questo dovrebbe essere il motivo alla base della maggior parte delle cose che facciamo nella Chiesa e, sicuramente, di ogni riunione. Quando ci rediamo conto di essere affetti da cecità facciale spirituale, di aver visto le regole ma non il volto della misericordia del Padre, non è colpa di Dio e non significa che tutto fosse perduto; è qualcosa che tutti dobbiamo imparare. Persino i primi testimoni della Risurrezione spesso si trovarono faccia a faccia con il Signore risorto ma non Lo riconobbero; dalla Tomba nel Giardino alle rive della Galilea, i Suoi primi seguaci “videro Gesù in piedi; ma non sapevano che era Gesù”(Giovanni 20:14). Dovevano imparare a riconoscerLo, e vale anche per noi.


CaritàQuando ci rendiamo conto di soffrire di cecità facciale spirituale, dobbiamo iniziare a pregare “con tutta la forza del nostro cuore” per essere riempiti dell’amore promesso ai Suoi discepoli — il nostro amore per Lui e il Suo amore per noi — e per “vederLo come egli è; e avere questa speranza”.


Preghiamo di riuscire a seguire il primo grande comandamento di amare Dio e a sentire quella “prima grande verità […] che Dio ama noi con tutto il Suo cuore, con tutta la facoltà, la mente e la forza”.


I Vangeli


Rileggiamo i quattro Vangeli; non per estrapolare regole, ma per vedere chi è Lui e cosa ama. E, col tempo, saremo travolti dal fiume d’amore che sgorga da Lui. Gesù annunciò sin dall’inizio di essere venuto “a bandir liberazione a’ prigionieri, ed ai ciechi ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi(Luca 4, 18). Non si tratta solo di una lista di cose da fare o di buone relazioni pubbliche; è la forma del Suo amore. Aprite a caso i Vangeli; quasi in ogni pagina Lo vediamo prendersi cura di persone che soffrono, che sia socialmente, spiritualmente o fisicamente. Egli tocca chi è considerato immondo e impuro, e dà da mangiare agli affamati.

Qual è la vostra storia preferita di Gesù?

Suppongo che mostri il Figlio di Dio che tende la mano per abbracciare qualcuno ai margini della società o per offrirgli speranza: il lebbroso, l’odiato Samaritano, il peccatore accusato che dava scandalo o il nemico nazionale. Questo tipo di grazia è sorprendente. Provate ad annotare ogni volta in cui Egli loda o guarisce un emarginato oppure mangia con lui, e finirete per esaurire l’inchiostro prima di aver completato Luca. Nel vedere questo, il mio cuore ha avuto un sussulto d’amore e ho cominciato a sentire che Egli avrebbe potuto amarmi. Più impariamo a conoscere il Salvatore, più sarà facile avere fiducia nella Sua misericordia, nel Suo amore infinito; e tanto più voi confiderete nel vostro Padre Celeste e Lo amerete. Gesù venne per mostrarci meglio chi sia Dio, il nostro Padre Eterno, e quanto sia assolutamente devoto ai Suoi figli in ogni epoca e in ogni nazione. Paolo dice che Dio è il Padre di tutte le misericordie e l’Iddio d’ogni consolazione. Se Lo vedete diversamente, vi prego di continuare a provare.


I Sacramenti e l’abbraccio di Dio


I profeti ci invitano a cercare il Suo volto. Lo prendo come promemoria del fatto che adoriamo nostro Padre, non una formula, e che non abbiamo finito fino a quando non vediamo Gesù come il volto dell’amore di nostro Padre, e non seguiamo Lui, non solo le Sue regole. Quando i profeti e gli apostoli parlano di alleanze (Sacramenti), non sono come gli allenatori che gridano da comode panchine dicendoci di sforzarci di più!. Loro vogliono che vediamo che fondamentalmente le alleanze, i Sacramenti, riguardano i rapporti e che possono essere una cura per la cecità facciale spirituale. Non sono regole necessarie per guadagnarsi il Suo amore; Egli vi ama già perfettamente. La sfida per noi è capire e poi plasmare la nostra vita in base a quell’amore. Proviamo a vedere attraverso le nostre alleanze, come attraverso una finestra, il volto della misericordia del Padre. I Sacramenti sono la forma dell’abbraccio di Dio.


Il fiume dell’amore di Dio


Infine possiamo imparare a vederLo servendoLo. “Come conosce un uomo il padrone che non ha servito?”(Giovanni 17:3). Qualche anno fa ho ricevuto una chiamata di cui non mi sentivo all’altezza. Mi sono svegliato presto, agitato, ma con una frase in mente che non avevo mai sentito prima: servire in questa Chiesa è come trovarsi nel fiume dell’amore di Dio per i Suoi figli. Questa Chiesa è come un gruppo di lavoratori con picconi e pale, che cerca di contribuire a sgomberare il canale dell’amore di Dio in modo che raggiunga i Suoi figli alla fine del corso.

Chiunque voi siate, qualunque sia il vostro passato, c’è spazio per voi in questa Chiesa. Prendete un piccone e una pala e unitevi alla squadra. Aiutate a portare il Suo amore ai Suoi figli e ve ne schizzerà un po’ addosso.

Cerchiamo il Suo volto amorevole, il Suo abbraccio nell’alleanza e poi prendiamo a braccetto i Suoi figli, e insieme cantiamo


“O Re d’Israele”: mostraci il sacro Tuo volto, e il desio di viver con Te c’illumini l’arduo cammin.

Possiamo noi cercare il Suo volto amorevole e poi essere i vasi della Sua misericordia verso i Suoi figli. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.

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