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Essere ministri ispirati

Il ministero — l’attività pastorale — rende la nostra vigna “un solo corpo” — un bosco sacro. Ogni albero del nostro bosco è un albero familiare vivente. Radici e rami si intrecciano. Il ministero benedice le generazioni. Possiamo tendere una mano, comprendere la situazione degli altri e instaurare rapporti quando visitiamo regolarmente i nostri fratelli nelle loro case. Gli inviti ispirati cambiano le vite. Quando gli inviti ci aiutano a stringere e osservare alleanze sacre, ci avviciniamo di più al Signore e gli uni agli altri.

Si dice che coloro che comprendono il vero spirito del ministero fanno di più di prima, mentre coloro che non lo comprendono fanno di meno. Facciamo di più, come farebbe il nostro Salvatore! Come dice un nostro inno, “far del bene è un piacere, divino volere”. Date ascolto al Buon Pastore e aiutateLo a “cercare la pecora perduta, a ricondurre la smarrita, a fasciare la ferita, a fortificare la malata”. “Senza saperlo” potremmo assistere “degli angeli”, mentre facciamo posto nel Suo albergo per tutti!

Il ministero ispirato benedice famiglie e individui; rafforza anche le Diocesi, le Parrocchie, le missioni e i Cenacoli. Pensate alla vostra Diocesi o Parrocchia come a un ecosistema spirituale. Nello spirito dell’allegoria degli alberi d’olivo, il Signore della vigna e i Suoi servitori producono frutti preziosi e rafforzano ogni albero unendo i punti di forza e le debolezze di tutti gli alberi. Il Signore della vigna e i Suoi servitori chiedono ripetutamente: “Che altro posso fare?”. Insieme benedicono i cuori e le case, le Diocesi e le Parrocchie, tramite un ministero ispirato e costante. Il nostro Salvatore è il nostro esempio perfetto. Poiché Egli è buono, può andare in giro facendo il bene. Egli benedice la smarrita e le novantanove. Egli è il ministero fatto persona. Diventiamo più simili a Gesù Cristo quando facciamo a “questi […] minimi fratelli” (Vedere Matteo 25:35–40.) come faremmo a Lui, quando amiamo il nostro prossimo come noi stessi (Vedere Marco 12:31), quando ci amiamo gli uni gli altri come Lui ci ha amato (Vedere Giovanni 13:34.) e quando “chiunque vorrà esser grande fra voi, sarà vostro servitore”(Matteo 20:26; vedere anche Luca 22:26–27.)

Gesù Cristo ministra. Gli angeli ministrano. I seguaci di Gesù Cristo ministrano gli uni agli altri, “si rallegrano con quelli che sono allegri e piangono con quelli che piangono” (Romani 12:15), vegliano sulle persone e le nutrono “delle cose che riguardano la rettitudine”, ricordano “i poveri e i bisognosi, gli ammalati e gli afflitti”, fanno conoscere il Suo nome tramite il nostro ministero. Quando ministriamo come farebbe Lui, siamo testimoni dei Suoi miracoli, delle Sue benedizioni. Otteniamo “un ministero di tanto più eccellente”.

Potremmo stancarci fisicamente, ma nel Suo servizio non ci stanchiamo di fare il bene. Facciamo diligentemente del nostro meglio, non corriamo più veloce di quanto ne abbiamo la forza, ma confidiamo, come insegna l’apostolo Paolo, nel fatto che “Iddio ama un donatore allegro” (2 Corinzi 9:7). Poiché Dio che “fornisce al seminatore la semenza, e il pane da mangiare, fornirà e moltiplicherà la semenza vostra”; In altre parole, Dio arricchisce “ogni cosa onde potere esercitare una larga liberalità”. “Chi semina liberalmente mieterà altresì liberalmente”

Ovunque siamo in questo periodo estivo, tendiamo la mano e soccorriamo come farebbe il nostro Salvatore, specialmente coloro a cui abbiamo il privilegio di ministrare per amore e per incarico. Così facendo, possiamo noi avvicinarci di più a Gesù Cristo e gli uni agli altri, diventando più simili a Lui e i seguaci di Gesù Cristo che Egli vuole che ciascuno di noi sia. Nel sacro nome di Gesù Cristo. Amen.

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