
NON ABBIATE PAURA: LA FEDE CHE RESISTE Un incoraggiamento a tutti coloro che soffrono e vengono ostacolati a causa della propria fede
«Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate»
(Matteo 5,11-12)
Ci sono momenti nella vita di fede nei quali seguire Cristo sembra diventare più difficile.
Ci sono momenti nei quali ciò in cui crediamo viene messo in discussione, le nostre scelte vengono giudicate, la nostra testimonianza viene fraintesa e persino la nostra appartenenza alla Chiesa può diventare motivo di derisione, incomprensione o solitudine.
A volte la persecuzione non assume forme evidenti.
Non sempre ci sono porte sbattute in faccia o parole pronunciate apertamente contro di noi. Talvolta la persecuzione si presenta attraverso l'indifferenza, l'emarginazione, il disprezzo, le calunnie, le incomprensioni, la perdita di rapporti, oppure attraverso il tentativo di farci vergognare della nostra fede.
E proprio allora dobbiamo ricordare una cosa essenziale:
non siamo soli.
Cristo non ha mai promesso ai suoi discepoli una strada priva di difficoltà. Ha promesso, però, di camminare con loro.
LA FEDE NON SI MISURA QUANDO TUTTO VA BENE
È facile dire di credere quando tutto procede secondo i nostri desideri.
La fede diventa autentica quando rimane salda anche nella prova.
Quando gli altri non comprendono.
Quando veniamo criticati.
Quando qualcuno ci invita a tacere.
Quando essere fedeli al Vangelo comporta un prezzo.
È proprio lì che la nostra fede può diventare testimonianza.
Non dobbiamo cercare la persecuzione e non dobbiamo rispondere al male con altro male. Il cristiano non è chiamato a combattere le persone, ma a rimanere fedele alla verità con amore, equilibrio e coraggio.
La nostra forza non è nella rabbia. È in Cristo.
NON VERGOGNAMOCI DEL VANGELO
San Paolo scrive:
«Io infatti non mi vergogno del Vangelo»
(Romani 1,16).
Queste parole sono ancora attuali.
In un mondo nel quale spesso è più facile parlare di tutto che parlare di Dio, il cristiano è chiamato a non nascondere la propria fede.
Non dobbiamo imporla a nessuno.
Non dobbiamo aggredire chi pensa diversamente.
Ma non dobbiamo nemmeno permettere che la paura ci faccia diventare cristiani silenziosi, timorosi o incapaci di testimoniare ciò che abbiamo ricevuto.
La fede non è qualcosa di cui vergognarsi.
È un dono ricevuto e una responsabilità da vivere.
A VOI CHE STATE SOFFRENDO
A te che in questo momento ti senti solo a causa della tua fede.
A te che sei stato giudicato.
A te che sei stato deriso.
A te che hai perso amicizie perché hai scelto di rimanere fedele a Cristo.
A te che magari hai ricevuto parole ingiuste e non sai più come rispondere.
A te che stai vivendo una prova che nessuno conosce.
Non arrenderti.
Non permettere che il comportamento degli altri rubi la pace che Dio ha messo nel tuo cuore.
Continua a pregare.
Continua ad amare.
Continua a fare il bene.
Continua a partecipare alla vita della Chiesa.
Continua a servire.
E soprattutto, non lasciare che la sofferenza trasformi il tuo cuore in un cuore pieno di odio.
La più grande vittoria del cristiano perseguitato non è vedere cadere il proprio persecutore.
È riuscire a rimanere figlio di Dio anche nella sofferenza.
CRISTO È CON NOI
Gesù, prima della sua passione, disse ai discepoli:
«Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!»
(Giovanni 16,33)
Questa è la nostra speranza.
Non ci viene promesso che non avremo tribolazioni.
Ci viene promesso che Cristo sarà con noi dentro le tribolazioni.
Quando nessuno comprende, Lui comprende.
Quando nessuno ascolta, Lui ascolta.
Quando ci sentiamo abbandonati, Lui rimane.
Quando le nostre forze vengono meno, Lui continua a sostenerci.
La Chiesa è chiamata ad essere una casa nella quale nessuno debba sentirsi solo nella propria battaglia.
Per questo, in questo mese di ottobre, vogliamo rivolgere una particolare preghiera a tutti i fratelli e le sorelle che stanno vivendo situazioni di persecuzione, discriminazione, incomprensione o sofferenza a causa della propria fede.
UNA CHIESA CHE PREGA
Non rispondiamo alla persecuzione con la persecuzione.
Rispondiamo con la preghiera.
Non rispondiamo all'odio con l'odio.
Rispondiamo con l'amore.
Non rispondiamo alle calunnie con altre calunnie.
Rispondiamo con la verità e con una vita coerente.
E quando sarà necessario difendere la verità, lo faremo con fermezza, ma senza perdere la carità.
Perché la nostra forza non consiste nel diventare simili a chi ci ferisce.
La nostra forza consiste nel rimanere simili a Cristo.
CORAGGIO, FRATELLI E SORELLE!
Se questo mese state attraversando una prova, ricordate:
Dio non vi ha dimenticati.
La vostra sofferenza non è invisibile ai suoi occhi.
Ogni lacrima è conosciuta.
Ogni preghiera è ascoltata.
Ogni gesto di fedeltà, anche quello che nessuno vede, ha valore davanti a Dio.
Forse oggi non comprendiamo perché stiamo attraversando questa prova.
Ma possiamo continuare a fidarci.
Perché la fede non significa avere sempre tutte le risposte.
Significa continuare a camminare anche quando non vediamo ancora la strada.
«Siate forti e coraggiosi. Non temete e non vi spaventate… perché il Signore, vostro Dio, cammina con voi.»
(cfr. Deuteronomio 31,6)
Coraggio, dunque.
Non siamo soli.
Cristo è con noi.
E la Chiesa continuerà a pregare affinché nessuno dei suoi figli, soprattutto nel tempo della prova, perda la speranza.
UNA PREGHIERA PER I PERSEGUITATI
Signore Gesù Cristo,
guarda con misericordia tutti i tuoi figli
che in questo momento stanno soffrendo a causa della loro fede.
Dona loro forza quando sono stanchi,
coraggio quando hanno paura,
consolazione quando si sentono soli
e sapienza quando devono affrontare situazioni difficili.
Proteggi coloro che sono perseguitati,
sostieni coloro che sono emarginati,
difendi coloro che sono ingiustamente accusati
e dona pace a coloro che hanno il cuore ferito.
Fa' che nessuna prova
spenga in noi la fiamma della fede.
Donaci di essere testimoni del Vangelo
con la parola, con la vita e con l'amore.
E quando saremo tentati di arrenderci,
ricordaci che Tu sei con noi.
Amen.
«Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita.»
(Apocalisse 2,10)
++ Arcivescovo Salvatore Corrado




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